L'importanza di distinguere tra prodotti Nic ad alto rischio e a basso rischio

Alla luce del tanto discusso evento della 10a Conferenza delle parti (COP10) che avrà inizio lunedì prossimo, gli esperti di sanità pubblica stanno sostenendo regolamentazioni differenziate per le sigarette e i nuovi prodotti come vaporizzatori, buste di nicotina e snus. Sottolineano che le alternative senza fumo sono significativamente meno dannose e potrebbero contribuire ad affrontare i problemi globali del fumo.

Studi condotti in tutto il mondo hanno costantemente dimostrato che questi prodotti comportano rischi significativamente inferiori rispetto alle sigarette tradizionali. Gli esperti del settore sottolineano che i danni delle sigarette sono dovuti principalmente all'inalazione del fumo, non al fumo. Pertanto, il passaggio ad alternative senza fumo può ridurre significativamente i danni.

Gli appelli degli esperti all’OMS continuano a cadere nel vuoto
Il professor David Sweanor, presidente del comitato consultivo dell'Università di Ottawa, ha recentemente ribadito che imporre norme altrettanto rigorose su questi prodotti potrebbe scoraggiare le persone dal passare dalle sigarette a queste alternative più sicure. Mentre il dottor Jamie Hartmann-Boyce dell’Università di Oxford ha osservato che, sebbene il nic crei dipendenza, non causa i danni associati al fumo.

In linea con i suoi colleghi, il prof. Peter Hajek della Queen Mary University di Londra ha criticato la posizione anti-vaping dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), affermando che ostacola la transizione verso alternative più sicure. Allo stesso modo, l’esperto di pneumologia Dott. Riccardo Polosa dell’Università di Catania ha sostenuto politiche innovative di controllo del tabacco che promuovano prodotti alternativi non combustibili per i fumatori adulti.

Gli esperti di tutto il mondo hanno chiesto una revisione della Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (FCTC) per adottare strategie di riduzione del danno. Diversi paesi, tra cui Regno Unito, Svezia, Norvegia, Nuova Zelanda e Giappone, hanno registrato un calo significativo dei tassi di fumo consentendo l’uso di sostituti per sostituire le sigarette.

Gli esperti di THR immaginano un futuro in cui le malattie legate al fumo potrebbero scomparire man mano che il fumo diventa obsoleto attraverso l’uso di prodotti di nicotina meno rischiosi che non comportano la combustione. A tal fine invitano gli organizzatori della COP e le delegazioni partecipanti ad affrontare argomenti relativi ai “prodotti del tabacco e del tabacco nuovi ed emergenti”. Gli esperti chiedono una rivalutazione delle politiche di controllo del tabacco, sottolineando la riduzione del danno e considerando l'integrazione di alternative non combustibili.

Riduzione del danno del tabacco vs proibizione
Il sesto vertice sulla riduzione dei danni del tabacco: nuovi prodotti, ricerca e politica, tenutosi lo scorso ottobre, ha evidenziato che le strategie che offrono ai fumatori alternative meno dannose alle sigarette tradizionali sono più efficaci nel ridurre il fumo rispetto all’approccio basato sul proibizionismo suggerito dalla COP.

GSTHR (Global State of Tobacco Harm Reduction) ha recentemente condotto un’analisi dell’agenda della COP10 e dei suoi documenti di accompagnamento, con l’obiettivo di valutare il potenziale impatto della conferenza sulla riduzione del danno da tabacco.

I risultati hanno rivelato una tragica ma non sorprendente assenza di qualsiasi considerazione per la riduzione del danno del tabacco e la sua capacità di mitigare i problemi di salute legati al fumo nei procedimenti previsti. Si prevede che gli Stati membri della FCTC saranno sollecitati a classificare e vietare i vaporizzatori di tabacco, lo snus, le buste di tabacco e i prodotti a base di tabacco riscaldato, in modo simile al tabacco combustibile.

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